György Konrad (Berettyóújfalu, 2 aprile 1933) è uno scrittore, giornalista, giudice e sociologo ungherese.
Acclamato dalla critica, è stato presidente del Pen Club internazionale e ha vinto il Premio Internazionale per la Pace, conferitogli a Francoforte nel 1989.

Arrestato per agitazione sovversiva, ha vissuto a lungo all'estero ai tempi del regime comunista. Tornato in patria e presa parte attiva alla vita politica, è diventato uno dei capi del Movimento dei liberi democratici ungheresi, affermatosi come secondo partito alle elezioni del 1990. Si è affermato con il romanzo A látogató (1969; trad. it. "Il visitatore", 1975), di tematica sociale, al quale hanno fatto seguito altri romanzi di analoga ispirazione (Új lakótelepek, "Quartieri popolari", 1969; A városalapító, "Il fondatore delle città", 1977; Uitgeverij Van Gennep, "Il Perdente", 1980, tradotto da Bompiani; A cinkos, "Il collaboratore", 1983; Kerti mulatság, "La festa nel giardino", 1987) e saggi: Az autonómia kisértése ("La tentazione dell'autonomia", 1980); Európa köldökén ("Nell'ombelico d'Europa", 1990); Az újjászületés melankóliá ("La melanconia della rinascita", 1991). Tra le pubblicazioni più recenti si ricordano ancora: Kőóra ("Orologio di pietra", 1995), Elutazás és hazatérés (2001), A láthatatlan ("La voce invisibile", 2000), Harangjáték (2009), Zsidókról (2010).

0
0
0
s2sdefault
powered by social2s