PREZZO: €15,50
BROSSURA | PP. 224 | COLLANA VIE
TRADUZIONE DAL CECO A. CATALANO 

TRAMA

Dopo due tentativi di incendio doloso, il suicidio sospetto della signora Horak, la violenza subita da una giovane studentessa, Vilem Lebeda, ispettore capo di un ordinario quartiere di Praga, inizia le sue indagini. Ben presto si imbatterà nel burbero pensionato Viktor Dyk, padre di Dyk junior, da sempre denigrato per i suoi “limiti cognitivi”, se non per la sua stupidità. Ma ricordi oscuri e poco chiari di violenza sembrano aver segnato la sua infanzia…
Lebeda scoprirà anche che il vecchio Dyk è implicato in un omicidio avvenuto quarant’anni prima, archiviato come caso irrisolto…
Caso irrisolto ha tutti gli ingredienti del thriller, ma il romanzo del ceco Patrik Ourednik si rivelerà con lo scorrere delle pagine qualcosa di diverso, una parabola, una satira sociale, una profonda meditazione sui limiti del romanzo, sull’equivoco della comunicazione, e poi ancora un puzzle incompleto, una partita a scacchi… con il lettore! 

AUTORE
Patrik Ourednik è nato a Praga nel 1957, ma vive in Francia dal 1984. È autore di dizionari, saggi, racconti, raccolte poetiche ed è anche traduttore in ceco di Rabelais, Jarry, Queneau, Beckett e Michaux.

 

COSA DICONO 
L’umorismo giocoso di Bohumil Hrabal. Il senso dell’assurdo degno de Il buon soldato Sc’vèik […] Il tutto mescolato e shakerato con l’aggiunta di Bouvard e Pécuchet. Quel che si ottiene è Caso irrisolto di Patrik Ourednik. L’EXPRESS

Lo scrittore Patrik Ourednik è un maestro nell’arte dell’eversione e del sovvertimento del genere romanzesco. LE MONDE

 

IN QUARTA DI COPERTINA

«Ma prima la gente almeno rifletteva».
«Lei crede?»
«In qualche modo tiravano fuori delle idee».
«Eh, delle idee…»
«Non era permesso, ma le tiravano fuori lo stesso».
«Non so se le definirei proprio idee».
«Forse non erano idee, ma almeno si immaginavano delle cose».
«Questo succede anche oggi».
«Oggi nessuno immagina più niente. Tutti parlano e parlano».
«Questa è la democrazia».
«Prima non era permesso».
«Infatti».
«Oggi tutti parlano e nessuno ascolta».
«Proprio così».
«Tutti hanno opinioni».
«Beh, opinioni…»

RASSEGNA STAMPA

UN «CASO» IRRISOLVIBILE NEL GIALLO DI OUREDNIK 
Incidenti, stupri e omicidi in una Praga prigioniera dell'assurdo: e se nulla avesse senso?

IL GIORNALE, 20|12|2016
Daniele Abbiati

Quando si vuol scrivere un libro sul nulla, uno soltanto è il problema da risolvere. Uno solo, ma complesso: mostrare il nulla con le parole. Ora, siccome le parole non sono mai nulla (come minimo sono segni neri sulla carta bianca, da qualcuno interpretabili, in qualche modo), occorre che le parole di quel libro si annullino, che la loro somma sia zero. Non stiamo pensando, qui, a Flaubert e al suo desiderio di scrivere «un livre sur rien», poiché il rien di Flaubert è un rien materiale, non di senso, un rien, quindi, composto di stile. Stiamo pensando, invece, a Patrik Ourednik e al suo Caso irrisolto (Keller editore, pagg. 213, euro 15,50, trad. dal ceco di Alessandro Catalano). Ourednik, abituato a giocare con le parole, a farle roteare, saltare, volare, atterrare, bloccarsi e ripartire, dotato di quell'indole monella e anarchicheggiante di stampo oulipiano, da giocoliere un po' alla Perec, o alla Hrabal, al suo libro sul nulla ha dato una veste gialla. Ottima scelta. Perché nel «giallo» che cosa conta, alla fine? Che la storia abbia un senso; che la galleria di sospetti, indizi, ipotesi e fatti conduca a una soluzione, al limite anche a una non soluzione, il caso irrisolto è comunque un caso.

Qui, invece, Caso irrisolto è un casino, una presa per i fondelli. Non è un caso irrisolto, è un caso irrisolvibile. Qui le parole non si annullano vicendevolmente, non si smentiscono. Più semplicemente, sospetti, indizi, ipotesi e fatti sono rivoli d'acqua assorbiti dalla sabbia prima che giungano al mare del Significato. Esercizi di stile alla Queneau (Ourednik, nato a Praga nel '57, dall'84 vive in Francia), texticules sterili, gratuito e piacevole onanismo narrativo volto a scardinare, a far letterariamente e letteralmente uscire dai gangheri il Lettore, latore del suddetto Significato. Al netto delle digressioni sulla Cechia e su quanto si prendano sul serio gli autori cechi, delle battute rivolte al fruitore o sui critici letterari, del descrittivismo scarno ma incisivo, Caso irrisolto è una complicata macchina per friggere l'aria, a volte autoironica: «Pronunciate, le parole sono come scoregge, per un attimo risvegliano l'attenzione, ma subito dopo si perdono nell'aria; scritte restano in eredità alle generazioni future».

Fra un incidente-suicidio, due incendi, uno stupro, un omicidio di quarant'anni prima, in una Praga concentrazionaria e ghettizzata nella morsa dell'assurdo, dapprima seguiamo fiduciosi il pensionato Viktor Dyck e l'ispettore capo Vilem Lebeda, poi ci chiediamo dove vogliano andare a parare, infine, già che siamo in ballo, balliamo e chi s'è visto s'è visto. A meno che... A meno che il famoso e fantomatico Significato sia questo: «Nasciamo in un romanzo di cui ci sfugge il senso e lo abbandoniamo senza averlo capito». Basta mettere «mondo» al posto di «romanzo» e il gioco è fatto.

PS. Se volete divertirvi di più, leggete prima la Postfazione in cui Jean Montenot si spacca la testa nel tentativo di razionalizzare il tutto, e poi il romanzo. Cosa fatta, capo non ha.

 

UN GIALLO PRAGHESE E UN FELICE PONTE FRA ORIENTE E OCCIDENTE

LA STAMPA – TUTTOLIBRI, 17|12|2016
Gianni Biondillo

Uno pensa di sfangarsela con poco - un libro, si sa, fa fine e non impegna - e il regalo di Natale è presto fatto. Che ci vuole? Errore. Perché poi si aspetta sempre l’ultimo minuto, sommersi dalle scadenze di fine anno, si entra in libreria il 24 sera e si cade nel panico.
Ho assistito a dialoghi surreali fra il clienti e commessi spazientiti. «Devo regalare un libro, cosa mi consiglia?» Hai detto niente! Ce ne sono a migliaia. E sapere se è per un bambino, una signora o un giovanotto non fa poi molta differenza. Regalare un libro è una cosa intima. È un ponte fra chi regala e chi riceve il regalo.
Mica scherzi. È la cartina di tornasole che verifica la conoscenza reciproca, le reciproche affinità. Ho una cara amica che, in gioventù, mi ha regalato, Natale dopo Natale, tutta l’opera di Raymond Chandler. Era il nostro patto, il nostro legame.
Comunque fosse andato l’anno, qualsiasi cosa mi fosse toccata in sorte, avevo la certezza che sotto l’albero una cosa bella, un pensiero affettuoso, nostro, ci sarebbe stato. Io durante l’anno non compravo libri di Chandler, lei a Natale non me ne regalava di altri autori. Al punto che finita l’opera omnia smise di regalarmi libri, passò ad altri generi di doni.
Quindi non fiondatevi in libreria all’ultimo minuto a raccattare ciò che capita nella paccottaglia di «libroidi », quelli che si vendono solo a Natale e che, tipicamente, non vengono mai neppure aperti da chi li riceve: testi di cucina, monnezzoni scandinavi, pseudosaggi di giornalisti televisivi.
Fate un respiro profondo. Ragionate. Non guardate le classifiche di vendite, non è detto che il libro giusto, quello da regalare a quella - e solo quella - persona cara stia proprio lì.
Io di mio ho già qualche idea. Con la vicina di casa fanatica dell’oggetto libro, dell’oggetto in sé, che annusa le pagine, che palpeggia la copertina, una lettrice, per capirci, che se potesse comprerebbe solo Sellerio o Adelphi, indifferentemente da quello che pubblicano, vorrei condividere la mia passione per una piccola casa editrice trentina, la Keller editore: non sbagliano un colpo!
Libri belli, curati, traduzioni di autori mitteleuropei, fra l’Ucraina e la Boemia, fra l’Austria e la Polonia. Un vero serbatoio di bibliodiversità. A dover fare un titolo, fra i tanti, forse suggerirei la nuova uscita di Patrik Ourednik, Caso irrisolto, (Keller, pp. 224, €15,50) inconsueto giallo di uno scrittore ceco che in Francia è stato molto apprezzato. E giusto per restare oltralpe, all’amico dottissimo e snob, che è convinto che non esistano autori viventi interessanti nel mondo, gli regalerei Bussola, di Mathias Enard (edizioni e/o, pp. 418, €19), Premio Goncourt 2015 [...
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