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IL NERO È UN COLORE, GRISÉLIDIS RÉAL

Sl nero è un colore è la storia autobiografica di IGrisélidis Réal, autrice svizzera che negli anni Sessanta fugge in Germania con due figli e il suo amante nero dopo averlo fatto dimettere da una clinica psichiatrica di Ginevra. Dal 30 marzo 2019 in libreria.

«Pittrice, scrittrice, una personalità fiammeggiante» LE MONDE

«Un libro pieno di furore e di dolcezza, con vere e proprie impennate liriche e descrizioni indimenticabili» PIERRE LEPORI, Radio Svizzera Italiana

Ho sempre amato i neri.
Il nero, colore del mistero, s’insinua nell’ombra di tutte le cose e come una pozione le penetra, restituendole alla grande notte delle origini. La razza nera è benedetta, sul basalto dei suoi corpi levigati celebra la rinuncia alla luce e al calore notturno dove tutte le sofferenze si annientano.
Il nero non esiste.
Il potere della sua negazione confonde le esistenze e le assorbe in sé con più forza del giorno.
Io appartengo alla razza zingara. Amo la notte e il suo respiro invisibile che dà all’universo uno spazio illimitato. A sei anni mi sono seduta sulle ginocchia di un infermiere nero in un ospedale di Alessandria. Un medico tedesco mi ha levato una tonsilla sotto una leggera anestesia. Il volto del nero immobile risplendeva al di sopra del camice bianco, e la grande dolcezza delle sue mani posate su di me mi ha tolto il dolore.
Ho conosciuto il mio primo amante nero solo a ventisette anni, in questa maledetta città dove l’insegnamento di un profeta impotente ha prosciugato gli spiriti e i sessi, falsificando l’amore in una parodia meccanica e oscena senza passione: quello che nella nostra Europa degenerata chiamiamo “erotismo”.
A trentadue anni sono fuggita da questa città frigida con un altro nero, un pazzo che avevo tirato fuori da una clinica psichiatrica, e con i miei due figli illegittimi strappati alle grinfie di un tutore. Partivo, raggiungevo il folto gregge dei nomadi transumanti, e nel taxi che ci portava via, schiacciati fra le valigie e i peluche, vedevo l’enorme testa nera stagliarsi come un fallo sull’arancio del tramonto. Era questo l’oscuro presagio della mia vita. Il nero, il nero sacro s’impadroniva del sole e mi sprofondava per sempre nelle viscere della notte.
Bill era una sfinge di granito nero con la testa di un bulldog.

Grisélidis Réal è nata a Losanna nel 1929. Ha trascorso la sua infanzia in Egitto e in Grecia, prima di intraprendere gli studi in Arti decorative a Zurigo. Presto madre di quattro figli, si prostituisce in Germania nei primi anni Sessanta, poi diventa la famosa “puttana rivoluzionaria” dei movimenti delle prostitute nel decennio che segue e cofondatrice di un’associazione di tutela nei loro confronti (ASPASIE). È morta il 31 maggio 2005.

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