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Una questione
di tempo
Alex
Capus

Un romanzo ambientato in un periodo storico poco conosciuto. L’Africa orientale prima e durante la Grande guerra. Protagonisti tre operai dei cantieri navali inviati sul Lago Tanganica per una missione alquanto curiosa…

Un altro entusiasmante romanzo dell’autore bestseller tedesco Alex Capus.

Alex Capus si è messo sulle tracce di quel periodo storico che ha fatto da sfondo alle azioni, alle piccole grandi speranze e alle delusioni dei suoi protagonisti sul Lago Tanganica, corredandolo, grazie alle sue ricerche, di un’acuta descrizione dei personaggi sostenuta da una struttura narrativa sempre rigorosa.
FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG

Novembre 1913. La nave Götzen viene varata in pompa magna nei cantieri navali Meyer sul Mare del Nord per essere subito dopo smontata in piccolissimi pezzi e imballata: l’attende un lungo viaggio verso la sponda tedesca del Lago Tanganica nell’Africa orientale. A essere incaricati del trasporto e del suo assemblaggio sono tre operai, guidati dal pragmatico maestro d’ascia Anton Rüter, che sperano di sbrigare velocemente il lavoro per tornarsene a casa con abbastanza soldi da saldare qualche debito e migliorare la propria vita.
Tuttavia queste speranze devono ben presto fare i conti con la potenza del paesaggio africano, le temperature inusuali e il violento ingranaggio del colonialismo.
Allo stesso tempo, Winston Churchill invia l’eccentrico comandante Geoffrey Spicer Simpson a trasportare due fatiscenti cannoniere, Mimi e Toutou, sulla sponda opposta del lago.
Quando la Prima guerra mondiale scoppia – e la notizia giunge in ritardo rispetto agli eventi in Europa – improvvisamente i vicini diventano nemici e i nemici diventano amici.
Nessuno vorrebbe farlo, ma tutti devono andare in guerra e i tre operai si ritrovano riluttanti a combattere sotto la guida dello sgradevole tenente di vascello Gustav von Zimmer…
Pagine 304, traduzione dal tedesco Franco Filice
IN LIBRERIA A FINE AGOSTO 2019

Una questione di tempo // Alex Capus // Uscita in libreria 29 agosto

Epilogo
Accecato e in preda al delirio dello sfinimento, Anton Rüter si arrampicò su per la massicciata della ferrovia verso la quale si era incamminato fin dall’alba. Serpenti e sauri strisciavano sibilando tra i ciuffi d’erba dura della savana, alto sopra di lui il sole era rovente, e alle sue spalle si estendevano le montagne e gli altipiani dell’Africa orientale che ora, all’inizio della stagione delle piogge, erano inondati lungo centinaia di chilometri. Per dieci giorni aveva girovagato da solo in quella steppa allagata. Di notte si appoggiava agli alberi e, con l’acqua fino alle ginocchia, dormiva poche ore; qualche volta, circondato da sciami di zanzare, era salito su un termitaio raggomitolandosi come un cane. Si era nutrito mangiando la carne cruda di carcasse di animali che erano rimaste impigliate tra i rami degli alberi caduti e bevendo l’acqua salmastra che aveva guadato. Aveva i capelli arruffati, la barba lunga, le gambe nude erano cosparse di ulcere tropicali. La divisa, che gli pendeva addosso a brandelli, era un incredibile pasticcio frutto dei campi di battaglia attraverso i quali era fuggito. La giacca l’aveva tolta a un ascaro belga morto, i pantaloni corti a un sergente rodesiano, il casco tropicale a un ufficiale sudafricano. I sandali se li era fatti da solo utilizzando quel che era rimasto dei suoi stivali.
Adesso era disteso bocconi sui binari con la faccia schiacciata sulla ghiaia rossa di ruggine e se ne stava in ascolto dell’assordante stridio delle cicale, non aveva il coraggio di dare una sbirciata sull’altro lato della massicciata. Anton Rüter non sapeva in cosa sperare. Se, come temeva, quella prateria deserta e sommersa d’acqua si fosse estesa oltre i binari fino all’orizzonte, debilitato com’era sarebbe morto di fame. Se invece ci fosse stato un villaggio di indigeni nelle vicinanze, lo avrebbero ammazzato come un cane. E se si fosse imbattuto in dei soldati, lo avrebbero fucilato, impiccato o, nella migliore delle ipotesi, incatenato.

Alex Capus
Una questione di tempo
Traduzione dal tedesco Franco Filice
978-88-99911-32-4
pp 304,€ 17

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