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IL FANTASMA
SUL TRONO
James
Romm

sul libro

 

 

IL FANTASMA SUL TRONO

La morte di Alessandro Magno e la sanguinosa lotta per il suo Impero
ISBN 978-88-99911-35-5, pp 448, € 22
Traduzione di Gabriella Tonoli

IN LIBRERIA AL 10 LUGLIO

Quando nel 323 a.C. Alessandro Magno muore inaspettatamente a Babilonia all’età di 33 anni, il suo impero si estendeva dal mare Adriatico a Occidente fino all’India moderna a Oriente.
Gli intrighi e la violenza, le strategie politiche così come le alleanze, gli omicidi e le guerre che hanno luogo nei successivi decenni possono competere con le più famose tragedie del teatro.
James Romm descrive magistralmente gli eventi drammatici nella lotta per l’eredità del condottiero macedone.
In un’atmosfera spettrale il giovane re si congeda dai suoi più stretti “Compagni”, letteralmente al suo fianco sin dalla tenera età e che con lui avevano conquistato il mondo. Si narra che poco prima di morire abbia deciso di lasciare il suo posto “al più forte”.
Ma chiunque tenti di elevarsi sopra gli altri, si sa, non può farlo senza danno.

E così il grande impero che si estendeva su tre continenti affonda ben presto in una serie infinita di guerre, in cui i membri della famiglia argeade — la casa reale macedone — diventano pedine nelle mani dei Diadochi, gli ex generali di Alessandro, ognuno dei quali cerca di conquistare l’intera posta in gioco.
Nel suo racconto entusiasmante di quegli eventi tempestosi e nei ritratti dei protagonisti, a loro modo devoti, abili e senza scrupoli, James Romm — professore di Letterature classiche al Bard College di New York — è riuscito a dare vita a una vera epopea sul crollo di un impero mondiale e a farci conoscere da vicino alcuni dei pensatori, cronisti, politici e personaggi che hanno segnato la cultura antica sino ai giorni nostri.

 

A Main Selection of the History Book Club

 

l’autore

 

 

James Romm è professore di Lettere classiche al Bard College di Annandale-on-Hudson.

Studioso di cultura e civiltà dell’antichità greco e romana, i suoi saggi e articoli sono apparsi tra gli altri sul «Wall Street Journal», «The London Review of Books» e «The Daily Beast»; è stato titolare della Guggenheim Fellowship (1999-2000), della Birkelund Fellowship presso il Dorothy and Lewis B. Cullman Center for Writers and Scholars della New York Public Library (2010-’11), e di una Biography Fellowship presso il Leon Levy Center della City University of New York (2014-’15).
È autore di diversi libri e ha curato numerose traduzioni di testi in greco antico tra cui l’Anabasi di Arriano per il volume The Campaigns of Alexander della Landmark Series of Ancient Historians. Vive nella valle dell’Hudson con la moglie, l’artista Tanya Marcuse, e i loro tre figli.

la stampa

 

 

Nel suo nuovo avvincente lavoro, Il fantasma sul trono, James Romm mescola la verve narrativa di uno scrittore nato all’erudizione dello studioso. Prendendo quella che finora era stata una zona grigia e indistinta della Storia antica un tempo ambito degli specialisti – ossia le lotte movimentate, involute e aspre per la conquista del potere immediatamente successive alla morte di Alessandro Magno –, Romm ha dato vita a un libro che si legge tutto d’un fiato, ricco di sfumature e magnificamente narrato. Per troppo tempo, l’ombra immensa e diffusa proiettata dallo stesso Alessandro ha velato le carriere di coloro che gli gravavano attorno: il nuovo racconto di Romm altera quell’equilibrio, fornendo cammei indimenticabili oltre che oscuri dei generali, amici e parenti del conquistatore morto…
Un libro meraviglioso per chiunque sia interessato alla storia, al potere, o semplicemente a un meraviglioso racconto.

Daniel Mendelsohn, autore di “Un’Odissea. Un padre, un figlio e un’epopea” (Einaudi)

 

 

Romm racconta la sua avvincente storia sulla dissoluzione del vasto ma effimero Impero di Alessandro Magno. L’autore rende lo scenario in modo vivido… Romm è un narratore di talento oltre che uno stimato studioso, e sa che la storia è efficace quando guidata dalle riflessioni dei personaggi… Fortemente consigliato.

Choice

 

Il fantasma sul trono di James Romm è l’emozionante storia dei percorsi seguiti dai pretendenti al trono negli anni successivi alla morte di Alessandro Magno. La sua azione non ha nulla da invidiare a un film noir che si svolge nelle vaste distese del moderno Medio Oriente, dei Balcani e del Nord Africa. Doppi giochi, femme fatale, mercenari e soldi sporchi sono all’ordine del giorno. Per non parlare di coccodrilli mangiatori di esseri umani, elefanti che calpestano gli uomini, e di uno zoccolo di mulo riempito di veleno.
Romm è professore di Lettere classiche al Bard College […] Si capisce subito che è particolarmente dotato per l’hardboiled . [Il libro] ha la vivacità di una sceneggiatura ed è strutturato in una serie di brevi scene, la maggior parte delle quali introdotte dalla data, dal luogo e dagli attori principali: «Aristotele ad Atene, 323», «Tolomeo in Egitto, 322» e così via.
Questi piccoli titoli intermedi si rivelano indispensabili, dal momento che non c’è bisogno di esagerare per spiegare quanto sia stato complicato il periodo successivo al regno di Alessandro – la sua complessità è aggravata dallo stato delle fonti… ed è una meraviglia vedere quanto giudiziosamente Romm le percorra…
Portare le fonti in un allineamento abile – confermando un resoconto qui, scartandone un altro lì – richiede occhi esperti, e Romm, chiaramente, li ha. Per tutti i dettagli raccapriccianti, quindi, Il fantasma sul trono non è decisamente un pulp del passato, ma l’attenta opera di un eccellente studioso. E non solo sulle questioni minori – ma cruciali –, sull’affidabilità di varie fonti, ma anche, ancora più importante, sulle questioni geopolitiche sollevate dall’enorme Impero di Alessandro… Abbina una narrazione altrimenti sbalorditiva a un insieme abilmente coerente.

Brendan Boyle, The New Criterion

 

Coinvolgente… Romm registra tutti i capovolgimenti e le alleanze con l’abilità consumata di un grande detective.

Nick Owchar, Los Angeles Times

 

James Romm si getta a capofitto in questi racconti con la convinzione che, sebbene possano sembrare ingarbugliati, sono buoni e che valga la pena di raccontarli. Il risultato è convincente o pessimo a seconda delle capacità dell’autore non solo come uno storico che setaccia i dettagli ma anche come narratore. Romm ci riesce meravigliosamente. Possiede il talento che tutti i classicisti dovrebbero avere: riuscire a immergersi nelle fonti e renderle vive per un pubblico di non specialisti. Questa è la storia che ogni lettore dovrebbe conoscere, ed è esattamente come dovrebbe essere scritta.

Steven Donoghue, Open Letters Monthly

 

In questo racconto frenetico e avvincente, Romm narra gli intrighi politici e i conflitti militari di quella mezza dozzina di generali che hanno lottato per il potere dopo la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. L’obiettivo di ognuno era il controllo di un Impero che si estendeva dal Danubio all’Indo. Poiché Alessandro non aveva lasciato alcuna volontà o un chiaro successore, i suoi sette amici più cari, le Guardie del corpo, combatterono non solo per preservare l’Impero macedone di Alessandro, ma anche tra loro per delimitare il territorio da governare. Leggendo con attenzione fonti come Le vite di Plutarco e l’anonimo di Le vite dei dieci oratori, Romm riporta in vita le Guardie del corpo e le loro lotte per mantenere i loro territori… Accattivante … un racconto eccellente di un’era poco trattata nella Storia antica.

Publishers Weekly

 

Un racconto erudito ma colorato sulle conseguenze deleterie causate dalla prematura scomparsa del conquistatore di un continente… Romm dipinge un vivido ritratto della politica antica, che era altamente personale ed estremamente pericolosa…. Molto apprezzato dai lettori che hanno una certa preparazione nella storia antica, ma abbastanza vivace da coinvolgere anche i neofiti.

Kirkus Reviews

 

Questo libro dovrebbe incantare sia gli appassionati di Alessandro Magno sia chi studia lui e la sua eredità.

Library Journal

 

Che fine hanno fatto gli straordinari successi di Alessandro e la sua visione di un vasto impero unificato? Il fantasma sul trono illumina i misteri oscuri e le motivazioni personali che mulinavano in quell’era turbolenta e poco studiata, aperta dalla prematura morte di Alessandro a Babilonia. Nel racconto avvincente e dettagliato di Romm assistiamo allo svolgersi del tragico dramma, così come osserviamo i compagni più stretti del giovane condottiero diventare rivali violenti e distruggere il grande sogno di Alessandro tra sangue e paranoia.

Adrienne Mayor

 

James Romma racconta in modo avvincente la Storia antica come se fosse un thriller.

Münchner Merkur

 

Un libro molto intelligente e meritevole di lettura.

Theodor Kissel, spektrum.de

 

Incredibilmente (…) ben argomentato ed avvincente.

G / storia, gennaio 2018

 

La Storia diventa narrazione vivace nelle mani esperte di Romm.

Uwe Walter, Frankfurter Allgemeine Zeitung

 

l’inizio

 

 

L’Impero macedone fu uno dei più vasti al mondo, ma senza dubbio anche il più effimero. Raggiunse la massima estensione nel 325 a.C. con l’invasione della valle dell’Indo (l’odierno Pakistan orientale) da parte di Alessandro Magno, al termine di una campagna di conquista durata dieci anni in Europa, Asia e Nord Africa. Ma cominciò a collassare nel 323, subito dopo la morte improvvisa e inaspettata di Alessandro. Esistette nella sua conformazione più estesa e relativamente stabile soltanto per due anni.
Molti conoscono la storia delle conquiste di Alessandro, ma molto meno gli eventi drammatici che seguirono, la storia di una caduta che prende avvio dalla perdita più grave, la morte del re attorno al quale era incentrato il regno. «Morì proprio quando gli uomini avevano più bisogno di lui» scrive Arriano, uno degli storici antichi che si occupò della sua epoca, sottintendendo che i talenti di Alessandro erano necessari a tenere unito l’Impero, ma anche che negli ultimi anni della sua vita il re era divenuto oggetto di adorazione, persino di venerazione. Il periodo che seguì fu definito dall’assenza di una figura centrale, quanto l’epoca precedente lo era stata dalla sua presenza. Fu come se il sole fosse sparito dal sistema solare; i pianeti e la luna cominciarono a girare alla cieca in nuove direzioni, spesso cozzando tra loro con una forza terrificante.

 

 

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