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BOTTIGLIETTE
Sophie
Van Llewyn

sul libro

 

 

BOTTIGLIETTE

ISBN 978-88-99911-90-4, pp 232, € 16
Traduzione dall’inglese Elvira Grassi

IN TUTTE LE LIBRERIE ENTRO IL 7 NOVEMBRE

 

Per chi ha amato Quel che si vede da qui di Mariana Leky, La felicità di Emma di Claudia Schreiber, L’ultimo amore di Baba Dunja di Alina Bronsky, Il nostro riparo di Frances Greenslade, L’eredità delle dee di Katerina Tuckova: ecco il romanzo d’esordio della scrittrice Sophie van Llewyn, Bottigliette, in cui magia e realtà si fondono creando una storia originale, lirica, delicata, in grado di far convivere bellezza e orrore, sulla ricerca di se stessi e sull’anelito di libertà.

 

«Un romanzo originalissimo,
un gioiello poetico».
KIRKUS REVIEWS

«Meraviglioso
e davvero originale».
NIKKI BED, THE ARTS HOUR
BBC World Service

 

Nella Romania degli anni Settanta, oppressa dal regime comunista di Nicolae Ceaușescu, i giovani sposi Alina e Liviu, entrambi insegnanti, si ingegnano a incanalare come meglio possono la propria vita nelle strettoie della dittatura. Ma dopo che il fratello di Liviu fugge a Ovest, e dopo che Alina si rifiuta di denunciare una sua allieva in possesso di una rivista proibita, la coppia entra nel mirino delle forze governative e le loro rispettive carriere, insieme al loro matrimonio, cominciano a sgretolarsi.
Non resta che scappare dunque, anche per provare a salvare quel che resta della felicità coniugale. Ma la madre di Alina, che non ha mai visto di buon occhio Liviu per via della sua bassa estrazione sociale, non è disposta ad appoggiarli, anzi, si rivolge alla Securitate e spiffera le loro intenzioni.
La situazione precipita: Liviu viene sottoposto a interrogatori cruenti e si rifugia nel silenzio e nell’alcol, Alina subisce pressioni e molestie da parte di un agente dei servizi segreti.
L’unica soluzione è rivolgersi alla sorella della madre di Alina, Zia Theresa, moglie di un leader comunista e depositaria di antichi e magici rituali popolari…
E sarà per l’appunto la magia a dare una sterzata alle vite di tutti.

 

SELEZIONATO PER IL

Women’s Prize for Fiction
Republic of Consciousness Prize 
People’s Book Prize 

 

la stampa

 

 

 

Esordio convincente, a cavallo tra il surreale, il thriller e il realismo sociale. Se cercate intrigo, profondità psicologica e commedia nera in un libro da divorare in un’ora, be’, questo fa per voi.
Giudici del Republic of Consciousness Prize 2019

Una novella intensa e perturbante. «Mslexia»

La prosa è serrata, arguta, vivida e atmosferica. Ogni singola parola sulla pagina fa sentire il proprio peso.
«Litro»

Sophie van Llewyn scrive in maniera magistrale. Un esordio impressionante, che si inserisce nella tradizione della letteratura dell’assurdo tipica della narrativa dell’Est Europa.
Jude Higgins, organizzatrice del Bath Flash Fiction Award

La straordinaria opera d’esordio di Sophie van Llewyn è la dimostrazione che non esiste un racconto distopico spaventoso quanto quello che attinge dalla storia. Lirico, magico e intriso della realtà della Romania comunista, i cinquantuno pezzettini di Bottigliette creano un arazzo ricco e variopinto.
Christina Dalcher, linguista e autrice di Vox (in Italia uscito per Nord)

Sophie van Llewyn ha portato la luce in un’èra che ha gettato un’ombra lunghissima su cose e persone. Bottigliette ti ipnotizza, grazie alla qualità letteraria della sua prosa, a una vivida caratterizzazione e alla meticolosa attenzione ai dettagli. La struttura a incastro si adatta alla perfezione alla storia. Joanna Campbell

Ho letto Bottigliette col cuore in gola. Un’avvincente miscela di bellezza e orrore, cupo realismo e trionfale magia, una storia da assaporare, a cui sorridere, contro cui arrabbiarsi e su cui piangere. Ho amato tanto questo libro, e la figura di Alina alle prese con la fede, il folklore, l’amore e la sua tragica assenza mi faranno compagnia per molto tempo ancora.
Zoe Gilbert

In Bottigliette Sophie van Llewyn è abile nel ricreare le angosce della Romania comunista in una sfilza di 51 brevi narrazioni. Un tour de force, una storia atroce e al contempo fastosa, un’autrice magistrale, una lettura obbligatoria.
Christopher Allen

Una storia lucida e toccante ambientata in una Romania comunista marchiata da paranoie e tradimenti.
Helen Rye, vincitrice del Bath Flash Fiction Award

Uno sguardo dietro la cortina di ferro, in un’opera magistralmente composta da piccole scene della Romania pre-1989. Ciascun capitolo rivela qualcosa del mondo in cui vive Alina ‒ a volte delicato, a volte esasperante, a volte spaventoso. Le incertezze della vita e dell’amore, e l’insaziabile ricerca di libertà, sono ordinatamente imbottigliate in una serie di storie che ti catturano e incantano.
Michelle Elvy, editor of «Flash Frontier»

l’autrice

 

 

Sophie van Llewyn è nata e cresciuta a Tulcea,
nel sud-est della Romania, vicino al delta del
Danubio. Al termine degli studi si è trasferita in
Germania dove vive e lavora. Scrive in lingua
inglese. Ha pubblicato articoli e racconti su
varie testate e riviste, tra cui «The Guardian»,
«New Delta Review», «Ambit», «Litro», «New
South Journal», «Banshee». Il suo primo
romanzo Bottigliette è stato candidato al
Women’s Prize, al Republic of Consciousness
Prize e al People’s Book Prize.

 

 

 

 

 

 

 

BOTTIGLIETTE

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