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UNA DONNA
NELLA NOTTE
POLARE
Christiane
Ritter

sul libro

 

 

UNA DONNA NELLA NOTTE POLARE

ISBN 978-88-99911-75-1, pp 304, € 18
Traduzione dal tedesco di Scilla Forti

IN TUTTE LE LIBRERIE ENTRO IL 20 OTTOBRE

Un testo “straordinario e radicale”, un classico di viaggio e avventura tradotto in numerose lingue. Attualissimo.

Un longseller che dal 1938 continua a conquistare lettori senza sosta.

Straordinario. Un testo radicale. THE INDEPENDENT

Un libro semplice ma che vi lascerà a bocca aperta. TIME MAGAZINE

 

Nel 1934 Christiane Ritter lascia l’Austria per raggiungere la remota isola artica di Spitsbergen, dove fermarsi per un anno assieme al marito. Pensa che sarà un viaggio rilassante, un’opportunità per rimanere accanto “al tepore della stufa, e limitarmi a sferruzzare, dipingere guardando fuori dalla finestra, leggere libroni nella calma più remota e soprattutto dormire a volontà”.
Ma quando Christiane arriva a destinazione si ritrova di fronte a qualcosa di molto meno bucolico e romantico: una capanna piccola e malmessa, posta sulla riva di un fiordo solitario a centinaia di chilometri di distanza dall’insediamento più vicino, e la necessità di combattere ogni giorno con gli elementi della natura per sopravvivere.

All’inizio Christiane è inorridita dal gelo indescrivibile, dal paesaggio immerso in un sempre più lungo crepuscolo, dalla mancanza di ogni attrezzatura e della ben che minima comodità, dall’assenza di rifornimenti… Ma col passare del tempo, dopo incontri con orsi e foche, volpi artiche, lunghe camminate sul ghiaccio e mesi al termine della notte senza fine, si ritrova innamorata dell’Artico ostile, della sua bellezza irreale, conquistando così un grande senso di pace interiore e una rinnovata gratitudine verso la sacralità e l’incanto della vita.

Una donna nella notte polare è ormai considerato un classico. Tradotto in numerose lingue, non è solo un memoir, non è solo un libro che ci riporta a tu per tu con noi stessi e la natura, col nostro senso del tempo e la scala dei nostri valori. È anche l’esperienza di una donna eroica, un portolano per imparare a viaggiare nel mondo così come dentro di noi trovando libertà, pace e vita. Ed è l’esperienza estrema di una donna in un’epoca – gli anni Trenta – in cui poche facevano viaggi di questa pericolosità e ancora meno venivano pubblicate. Un libro di grandissima attualità che ci spinge a riscoprire la profonda connessione che ci lega alla natura e agli altri esseri viventi.

 

la stampa

 

 

 

Una meravigliosa autrice di nature writing. Alexandra Heminsley, autrice di Running Like a Girl

Il sorprendente e toccante memoir di Christiane Ritter di un anno nell’Artico negli anni Trenta è tanto un’esplorazione della psiche umana quanto un viaggio in uno degli ambienti più disabitati, difficili e magici della terra.
Isabella Tree, autrice of Wilding: The Return of Nature to a British Farm

Straordinario. È un testo radicale e femminista che parla della disconnessione dal resto della natura che oggi stiamo vivendo a livelli senza precedenti. È difficile credere che sia stato scritto più di ottant’anni fa. Lucy Jones, «The Independent»

Spettacolare … Straordinario. Un libro che colpisce profondamente, un memoir così erudito e così saggio è un mistero che sia stato fuori catalogo in inglese per mezzo secolo. «New European Review»

Un libro per chiunque ami i paesaggi sublimi e la prosa … Ritter riesce ad articolare tutta la terribile bellezza e il potere elementale di un inverno polare.
Gavin Francis, autore di Empire Antarctica

Insolito, riflessivo, la sua bellezza sta nella semplice espressione di un’immensa esperienza interiore. Kirkus Reviews

Il suggestivo resoconto di un anno trascorso in una piccola capanna, mangiando carne di foca congelata, affrontando bufere di neve e celebrando la vigilia di Capodanno con succo di lampone e alcol chirurgico. Soprattutto, racconta il crescente amore di Christiane per l’austera bellezza di quei luoghi. Daily Mail

Un bellissimo racconto sulla decisione di una donna di andare a vivere per un anno nella regione selvaggia dell’Artico. Woman and Home, ‘Strong Women’

Se leggessi un solo libro ogni inverno sarebbe questo piccolo volume. È favola vera e straordinaria che canta le canzoni del vecchio Artico e lascia il tuo cuore squillare di gioia ghiacciata e selvaggia. Geographical

Bello … un racconto fresco e gioioso. The Riverside Bookshop

[Christiane Ritter] si è spinta fino ai propri limiti fisici, psicologici ed emotivi e ha raccontato tutto in una prosa assolutamente meravigliosa e meditativa. Posso rileggere ogni frase una dozzina di volte. All the Feminist Books

Conosco un sacco di persone che farebbero le valigie per vivere nell’Artico dopo aver letto questo libro. È così potente. Un classico della letteratura di viaggio ancora molto vivo e capace di creare un feeling speciale con i lettori come nessun altro. Un must-read! Elif the Reader (blog)

l’autrice

 

 

Nata nel 1897, Christiane Ritter è stata un’artista e autrice austriaca. Ha scritto Una donna nella notte polare al suo ritorno in Austria dall’isola di Spitsbergen. Da allora è diventato un classico della letteratura di viaggio e del nature writing tradotto in numerose lingue. Christiane Ritter è morta a Vienna nel 2000 all’età di 103 anni.

 

 

 

 

 

 

 

UNA DONNA NELLA NOTTE POLARE

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