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Dante reporter di guerra – Il podcast -Geografie sul Pasubio

Una bella lezione in un contesto informale come un rifugio alpino

Si tratta di Geografie sul Pasubio.

NOTIZIE DA UN ANTICO FRONTE

Dante reporter di guerra

Era l’estate del 2019 (18 luglio). Il primo giorno di Geografie sul Pasubio. La pioggia del mattino si era dissolta in un sole caldo. Ci si è incamminati lasciando la stazione ferroviaria di Rovereto alle spalle in direzione di Geroli e del piccolo rifugio Il Masetto dove ha preso vita il primo incontro dedicato al reportage.
L’itinerario della salita, lungo il Sentiero “dele teragnole”, ha richiesto circa 4 ore di cammino con una splendida pausa – con tanto di tuffi pare… – nelle pozze limpide del torrente Leno di Terragnolo.
Alla sera nell’atmosfera informale e famigliare di un rifugio ecco la prima lezione di Geografie con Simone Marchesi (Dantista alla Princeton University) – introdotto e pungolato da Roberto Abbiati (attore, disegnatore, artista…) – a parlare di “Dante reporter di guerra” nell’incontro intitolato “Notizie da un antico fronte”.
L’audio non è perfetto ma vi godrete la bella lezione e anche le atmosfere di Geografie sul Pasubio. Geografie ritornerà nell’estate 2021!
La registrazione riguarda il corpo centrale dell’intervento: lunghezza 38 minuti.
Buon ascolto!
Volete sapere di più su Geografie sul Pasubio? www.geografiesulpasubio.it

Prima di essere uomo politico e poeta e prima di essere un uomo politico e un poeta in esilio, Dante è stato un soldato, anzi un cavaliere. Nel giugno del 1289 ha preso parte, uno dei feditori a cavallo dell’esercito guelfo, alla battaglia di Campaldino e si è trovato poi, nell’agosto dello stesso anno, all’assedio della rocca di Caprona. Quello della “vita militare” di Dante è un aspetto della sua biografia al quale non pensiamo spesso, ma è forse importante tenerlo presente. Specialmente quando leggiamo l’Inferno, in cui non solo trovano spazio i ricordi delle battaglie a cui si era trovato Dante, ma che racconta esso stesso un viaggio costellato di scontri, giostre, scaramucce, assedi, tutti momenti nei quali l’immaginazione del poeta costruisce finzioni che ricordano ai lettori la realtà della guerra. E questa è una realtà sempre amara per Dante, vista con gli occhi non di un vincitore, ma con quelli di un reduce. Con gli occhi di chi sa adottare – empatia rara – il punto di vista dei vinti.Simone Marchesi è professore associato di Letteratura Italiana all’Università di Princeton, in New Jersey. È l’attuale Presidente dell’American Boccaccio Association e dirige la rivista on line Dante Notes, uno degli organi della Dante Society of America, di cui è stato anche Consigliere.
Ha pubblicato saggi e due monografie su Dante, Boccaccio e Petrarca. Di recente, ha curato l’edizione della traduzione italiana del monumentale commento di Robert Hollander alla Divina Commedia e successivamente la sua riduzione per le scuole superiori italiane.
In collaborazione con la moglie classicista, Ilaria Marchesi, ha pubblicato con Laterza Live in Pompei, un saggio di autobiofiction dedicato al ruolo che progetti pedagogici d’incontro con il mondo antico possono avere per il futuro delle discipline umanistiche.