Torna la Fiera della piccola e media editoria di Roma dal 4 all’8 dicembre.

Come ogni anno ci troverete al centro congressi La Nuvola allo stand B30 con i titoli forti, il catalogo e le novità.

Quest’anno sarà ospite della fiera anche il reporter Wokciech Górecki che parlerà di Abcasia e Caucaso (domenica 7 dicembre, ore 11.30, Sala Venere).

A Più libri più liberi si parla di abcasia e Caucaso con il reporter polacco Wojciech Górecki

Il Caucaso è stato il cimento e il sogno della Russia zarista ed è stata una terra particolarmente tormentata dopo il crollo dell'Unione sovietica; un territorio che su di sé ha provato in anticipo tensioni e aspirazioni delle repubbliche indipendenti, il ruolo della religione, le influenze internazionali e la voglia della Russia di tornare alla grandezza del passato.
A parlare di questa terra complessa e ricchissima che sembra contenere in sé i grandi temi geopolitici di oggi così come le mire dei grandi attori della politica euroasiatica sarà Wojciech Gorecki, giornalista, analista e grande esperto di Caucaso e Asia centrale che sarà ospite di Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria di Roma. L'appuntamento, previsto per domenica 7 dicembre alle ore 11.30 (Centro congressi La nuvola, sala Venere) sarà moderato da Andrea Pipino, editor di Internazionale per l'Europa orientale, ed è organizzato dall'Istituto del Libro Polacco e dall'Istituto Polacco di Roma in collaborazione con Keller editore.

Wojciech Górecki (nato nel 1970 a Łódź) è reporter, analista e storico specializzato nell’area del Caucaso e dell’Asia centrale. Attualmente è Senior Fellow presso il Dipartimento per la Turchia, il Caucaso e l’Asia Centrale del Centro Studi Orientali (OSW) di Varsavia. I suoi libri sono tradotti in cinese, ceco, georgiano, slovacco, ucraino e italiano. Nel 2007 è stato insignito del Premio Giuseppe Mazzotti. Nel 2011 è stato finalista del Premio Ryszard Kapuściński ed è stato candidato al Nike Literary Award. Nel 2013 ha ricevuto il Premio Beata Pawlak.
Dal 2002 al 2007 è stato prima segretario e poi consigliere presso l’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Baku. Ha partecipato come esperto alla missione dell’Unione Europea che indagava sulle circostanze della guerra in Georgia del 2008. Nel 2014-2015 è stato membro del consiglio di amministrazione del Fondo di solidarietà PL e ha alternato il suo lavoro di ricerca e reportage anche a occasionali docenze universitarie. Collabora con numerose riviste polacche: «Nowa Europa Wschodnia», «New Eastern Europe», «Tygiel Kultury» e «Nowe Książki» solo per cintarne alcune.

Tra le sue opere tradotte in Italia ci sono “Pianeta Caucaso” (trad. di Vera Verdiani) e “Abcasia” (trad. di Marco Vanchetti) entrambe edite da Keller editore tra 2024 e 2025. Il dialogo con Andrea Pipino partirà proprio dalla più recente delle due uscite, “Abcasia” per poi allargarsi al Caucaso in generale e oltre.
Górecki è un reporter vecchio stampo e anche uno studioso, un grande esperto soprattutto di Caucaso dove ha trascorso molti anni della sua vita. Ma essere esperti di Caucaso vuol dire anche lanciare uno sguardo a est nell’Asia centrale in fermento e saper decifrare i segnali della storia che – soprattutto tra mar Nero e mar Caspio – sembra anticipare e attendere allo stesso tempo gli assestamenti di “imperi” decaduti o rinascenti.
L’Abcasia ha il proprio territorio, i propri confini e cittadini. Ha un presidente, un primo ministro, un parlamento e le forze armate. La Commissione elettorale centrale organizza le elezioni mentre l’ufficio postale emette francobolli. Un elicottero con trent’anni di vita della Abkhazian Airlines trasporta i passeggeri da Sukhumi, in riva al mare, al villaggio di Pschu in montagna, e i cittadini vengono informati dall’agenzia Apsnypress, dalla televisione, dalla radio, dai giornali e da internet. Wojciech Górecki è una delle poche persone che ha avuto l’opportunità di osservare la nascita, lo sviluppo e il declino, nel corso di vent’anni, dello “Stato” abcaso con i suoi confini contesi e uno status indefinito. Vari Paesi infatti non riconoscono l’Abcasia e la considerano parte della Georgia. Tutto il mondo in pratica condivide questa posizione a eccezione di Russia, Nicaragua, Venezuela, Nauru e Siria. Non si fatica a comprenderne il motivo: il riconoscimento dell’Abcasia e del crescente numero di Paesi con una genesi simile originerebbe nuovi conflitti stravolgendo l’ordine internazionale…
L'Abcasia è solo una delle numerose entità nelle quali si è frammentato il Caucaso dopo il collasso dell’Unione sovietica. La lista degli “stati” presenti tra il Mar Nero e il Mar Caspio si srotola quasi al ritmo di una cantilena: Cecenia, Georgia, Inguscezia, Ossezia, Abcasia, Agiaria, Cabardino-Balcaria, Karačaj-Circassia, Armenia, Azerbaigian e altri territori più o meno riconosciuti.
Da secoli vari popoli, lingue, tradizioni, storie, mitologie e culture vivono in questo lembo di terra e Górecki è probabilmente uno dei massimi esperti di quella che è una galassia in continuo movimento, che esce ed entra nella storia, ne raccoglie tensioni e, allo stesso tempo, ne resta indifferente. Una vita di studi e viaggi, quella del reporter polacco, che rende il suo sguardo e la sua analisi particolarmente acuti quando parla di questo lembo di Eurasia.